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Jean Prouvé al Design Museum – London

23 January, 2008 · Leave a Comment

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Lo scorso weekend mi è capitato di visitare al Design Museum di Londra (www.designmuseum.org) la mostra dedicata al designer ed architetto francese Jean Prouvé (1901-1984). L’esperienza è stata strepitosa, così ho pensato di rendervene partecipi annotando su questo blog le informazioni e le sensazioni che mi ha trasmesso.

A voi

“The man who invented high-tech” è il sottotitolo della Mostra, scelto dai curatori (Allies and Morrison, Foster + Partners, with additional support from Wilkinson Eyre and Hopkins Architects) per introdurre la personalità genialmente innovativa di Prouvé. Personalmente trovo, però, più completa ed esaustiva la descrizione di Prouvé fatta dal contemporaneo Le Corbusier: “Jean Prouvé impersona la sintesi di un architetto e un ingegnere o, più precisamente, di un architetto e un mastro costruttore, e tutto ciò a cui mette mano come designer  viene immediatamente impregnato di un’elegante forma scultorea. Le sue soluzioni soddisfano le esigenze di durevolezza e produzione industriale in maniera esemplare”. Possiamo dire che nei campi del design, dell’architettura e dell’ingegneria il francese Jean Prouvé fu una delle personalità più versatili e innovative del ventesimo secolo. Le sue creazioni comprendono: lampadari, mobili, porte e finestre metalliche, elementi per le facciate, case prefabbricate, sistemi di costruzione modulare, gigantesche strutture per fiere ed esposizioni, in sintesi tutto ciò che è adatto per i metodi di produzione industriale. Oggi egli è riconosciuto internazionalmente come uno dei più importanti pionieri dell’arredo di produzione di massa, degli elementi prefabbricati per l’edilizia e dei sistemi di costruzione industrializzati. Egli lavorò come designer, ma fu anche imprenditore e fabbricante, fino al 1954 possedette e diresse  propri laboratori e produzioni di arredi. Prouvé assegnò un ruolo secondario all’aspetto puramente formale del design. Lo scopo primario del suo lavoro fu combinare l’utilità, un uso ponderato dei materiali e l’economicità: il minimo delle risorse in materiali e il più semplice modo di costruzione. Nell’attendere a questi suoi parametri, Prouvé di fatto creò un nuovo stile.

Cenni biografici
Nato a Parigi l’8 Aprile 1901, Jean Prouvé passò molto tempo della sua vita a Nancy. Suo padre, il pittore e scultore Victor Prouvé, fu socio fondatore e figura di spicco all’ Ecole de Nancy, uno dei più importanti centri in europa dell’Art Nouveau. Prouvé fu profondamente influenzato dal fervore artistico e creativo della sua giovinezza a Nancy. Sebbene si emancipò dal linguaggio artistico dell’Art Noveau, egli conservò una durevole aderenza ai fondamentali valori della scuola di Nancy, che mirava ad unire arte e industria e a fondere la creatività con la consapevolezza sociale. Tra il 1916 e il 1921, Prouvé imparò il mestiere di lavorare il metallo a Parigi da due conosciuti maestri in materia. Egli ritornò a Nancy e aprì una propria attività nel 1924. Sebbene egli utilizzò le tradizionali tecniche di lavorazione dei metalli solo all’inizio della sua carriera, egli rimase devoto al metallo, come materiale, per tutta la vita, e questa abilità di lavorazione servì come base per i suoi successivi lavori, specialmente nel settore degli arredi.  Prouvé venne in contatto con i maggiori architetti e designer dell’Avant-garde, compresi Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Robert Mallet-Stevens. Insieme fondarono l’Unione degli Architetti Moderni (UAM), che successivamente giocò un ruolo centrale nella promozione del movimento Moderne in Francia. All’inizio degli anni ‘30, furono create dal laboratorio Prouvé (Les Atelier Jean Prouvé) i primi arredi per la produzione di serie. Il principale obiettivo furono gli arredi per le scuole, le università e le costruzioni amministrative. Notevoli esempi furono gli arredi e gli accessori per un dormitorio alla cittadella universitaria di Nancy.  Prouvé creò, inoltre, i suoi primi elementi per le costruzioni prefabbricate, inclusi quelli per la facciata dell’Aeronautics Club nell’areoporto di Buc (1935) e per la Maison du Peuple a Clichy. Dopo la fine della guerra, Prouvé potè espandere il suo business. Con l’aiuto di finanziamenti esterni, egli eresse la fabbrica Maxéville, vicino a Nancy, dove vennero prodotte case e scuole  prefabbricate e venne incrementata la produzione di arredi. Nel 1949 iniziò a collaborare, nel design per la produzione di arredi, con Charotte Perriand. Il frutto maggiore di questa collaborazione è la creazione di arredi e complementi per la Maison de Tunisie e la Maison du Mexique nel 1953 alla cittadella universitaria di Parigi. Nel 1953 Prouvé dovette chiudere la sua società e durante le seguenti decadi lavorò a Parigi come ingegnere consulente e fu coinvolto in diversi importanti progetti, come il padiglione dell’esibizione per il centenario dell’industria dell’Alluminio nel 1954. Dal 1957 al 1970 egli insegnò al Conservatoire National des Arts et Métiers. Un altro importante contributo alla storia dell’architettura, Prouvé lo diede nel 1971 quando, membro della giuria per la gara del Centre Pompidou, contribuì alla scelta come vincitori di Piano e Rogers. Onorato durante la sua vita da numerosi premi e riconoscimenti, Prouvé morì nella sua casa di Nancy nel 1984.

 

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