Un affascinante percorso artistico negli spazi di un elegante museo
Prosegue fino al 6 Settembre 2010 la mostra “Da Fattori a De Chirico”, allestita presso la Galleria Comunale d’Arte di Cagliari e curata da Anna Maria Montaldo e Clara Gelao. Si tratta di un coinvolgente percorso articolato tra i capolavori della pittura figurativa italiana dell’Ottocento e del Novecento, appartenenti a due eccezionali collezioni: “INGRAO” e “GRIECO“.
La Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, ospitata dall’elegante palazzina neoclassica dei Giardini Pubblici, già sede permanente di due importanti collezioni, la “Collezione Sarda 1900-1970” e la “Collezione Ingrao“, diventa in occasione della mostra “Da Fattori a De Chirico” luogo di confronto e dialogo tra le opere delle due collezioni permanenti e quelle, in prestito, della “Collezione Grieco” della Pinacoteca di Bari. Il visitatore viene così accompagnato all’interno di un emozionante, indimenticabile viaggio tra gli autori e le correnti artistiche che hanno caratterizzato la pittura italiana dell’Ottocento e del Novecento (dai Macchiaioli, al Realismo, al Divisionismo, etc…) per poi poterle confrontare con la produzione artistica isolana (da Francesco Ciusa, a Giuseppe Biasi, Foiso Fois, Maria Lai, etc..).
Arrivando dall’area del Terrapieno, ristrutturata in stile raffinatamente razionalista dall’architetto cagliaritano Ubaldo Badas alla fine degli anni Venti, si attraversano i Giardini Pubblici, dove la florida vegetazione (tra cui enormi ficus secolari) accompagna ed ombreggia la passeggiata del visitatore fino all’ingresso della Galleria Comunale d’Arte Moderna. La palazzina presenta un prospetto di gusto neoclassico, risalente al 1828 e progettato da Carlo Boyl, mentre il blocco originario dell’edificio, costruito alla fine del 1700, ricopriva la funzione di polveriera regia. Nel 1928 l’edificio venne trasformato in galleria d’arte permanente, con un patrimonio d’opere che andò a costituirsi in massima parte nel XX secolo. Nell’ala più recente del Museo, ricavata dagli ambienti adibiti a partire dal secondo dopoguerra a biblioteca ed archivio storico, è ospitata ”La Collezione Sarda 1900-1970” le cui 74 opere ben rappresentano l’evoluzione dell’arte in Sardegna durante il Novecento. Tre le opere di maggior impatto citiamo:
- ”La Madre dell’Ucciso“, gesso originale dell’opera che nel 1907 valse a Francesco Ciusa (1883-1949) il primo premio a La Biennale di Venezia.
- “Processione del Corpus Domini” e “Ballo Tondo“, i due oli di Giuseppe Biasi (1885-1945), il quale attraverso un linguaggio personale, ma cosciente delle novità stilistiche nazionali ed europee, trasferisce in pittura tutta la poesia della vita e delle tradizioni sarde.
- “Lo Sciopero” di Aligi Sassu (1912-2001) mediante uno stile neorealista attesta l’impegno politico-sociale degli artisti sardi nel rappresentare le difficoltà del proprio popolo.
- “Ritratto di Salvatore Cambosu“, realizzato nel 1952 da una delle pochissime esponenti del panorama artistico sardo, Maria Lai (Ulassai 1919). Il disegno, testimonianza del forte sentimento di stima, amicizia e gratitudine dell’artista nei confronti di Cambosu, si inserisce stilisticamente in quelle che erano le tendenze artistiche italiane di metà novecento (come non pensare ad alcuni schizzi ad inchiostro di Renato Guttuso?).
Oltre alla Collezione Sarda, la Galleria ospita dal 1999 “La Collezione Ingrao“, lascito del prodigo collezionista Francesco Paolo Ingrao (1909-1999). Si tratta di circa 250 opere che abbracciano un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Ottanta del Novecento e testimoniano, soprattutto, le tendenze artistiche sviluppatesi nell’humus capitolino. Ricordiamo, tra i maggiori esponenti della Collezione:
- Giacomo Balla (1871-1958) con il ritratto dello scultore Giovanni Pirini, realizzato a carboncino e pastelli.
- Umberto Boccioni (1882-1916) rappresentato da ben 31 opere che ci fanno da guida nella comprensione del suo percorso stilistico, dal periodo divisionista al futurismo, fino agli ultimi dipinti realizzati nell’anno della sua morte.
- Giorgio Morandi (1890-1964) con tre significative nature morte, un’acquaforte e nove disegni a china e matita.
- Carlo Carrà (1881-1966) con il Ritratto d’Uomo.
- Mario Mafai (1902-1965) di cui spicca il “Suonatore di Fisarmonica”, nel quale i sommessi toni grigio-celesti contrastano con il rosso dello strumento.
Fino al 6 Settembre, le opere della Collezione Ingrao condivideranno gli spazi espositivi con le opere della Collezione Grieco della Pinacoteca di Bari, le quali ne arricchiscono e completano il percorso attraverso gli ultimi due secoli di arte italiana. In particolare assolutamente notevoli le testimonianze dei macchiaioli Silvestro Lega, Telemaco Signorini e Giovanni Fattori.
- “La Lettura” di Silvestro Lega è un olio su cartone applicato su tavola, che ritrae una giovane donna nell’atto di leggere un libro, appena poggiata sul sedile di pietra di una silenziosa villa toscana. La composizione determina una nitida scansione spaziale, esaltata da un uso sapientemente misurato di luce e colore.
- “La raccolta delle olive” di Telemaco Signorini è un olio realizzato negli anni sessanta dell’Ottocento e esemplifica la propensione dell’artista per gli scorci di vita quotidiana, possibilmente catturati dal vivo durante le sue abituali passeggiate in città o campagna.
- “Il ritorno della Cavalleria” di Giovanni Fattori, un olio su tela realizzato nel 1588, è considerato uno dei capolavori dell’artista, i cui soggetti militari si distinguono per il realistico senso del ritmo e del movimento.
Per la bellezza, l’importanza storico-artistica ed il fascino delle opere ospitate, la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Cagliari ( http://www.galleriacomunalecagliari.it/home.html )merita di divenire un luogo non solo di “visita” turistica, ma di costante “frequentazione” da parte della popolazione cittadina e isolana; uno spazio in cui far nascere ed alimentare una più accessibile e concreta cultura artistica.